Nota stampa

L’associazione L’Acquario porge le più sentite condoglianze a Daniela Campione e alla sua famiglia per la perdita della piccola Aurora.
Negli occhi di Aurora c’è tutto l’amore di cui è stata circondata.
Per i bambini certamente c’è un posto speciale in cielo.
Riposi in Pace.

Piccoli ed insignificanti… dettagli

“È nei dettagli che il diavolo nasconde la coda”…… così recita un vecchio detto che suggerisce di prestare attenzione alle piccole cose apparentemente futili, irrilevanti ma al contempo rivelatrici della reale natura di persone e fatti. Nell’intervista di ieri l’assessore Monte, nel rispondere alle critiche mosse dal M5s e sulla mancata riduzione del prezzo del biglietto per i bambini ha tracciato un goffo parallelismo tra le manifestazioni legate al Carnevale che si svolgeranno nei prossimi giorni a Sciacca e uno spettacolo teatrale del garante pentastellato. Incuriositi, dall’insignificante dettaglio abbiamo verificato. Lo spettacolo cui fa riferimento sarà in scena a fine marzo ma 35€ è il prezzo della sola “poltronissima” (comprensibile che un politico abbia occhi solo per questa); non esistono biglietti ridotti per bambini semplicemente perché non è uno spettacolo adeguato a loro (basta chiedere al botteghino ma un man of the theatre dovrebbe saperlo), al contrario Carnevale dovrebbe essere concepito anche e soprattutto a misura di bambino . Ci chiediamo: questo comunicare talvolta intriso di inesattezze o incogruenze richiama una certa superficialità e faciloneria con cui si puó spostare l’attenzione di chi ascolta? E davvero le parole trasparenza, chiarezza rischiano di restare solo fiato?
Fiato che manca però nel pronunciare il nome dell’associazione che ha partecipato (e vinto) ad un avviso “diciamo” pubblico. (Cit.)

http://www.teatrocolosseo.it/

Nota stampa del 27 Gennaio 2017

Cosa impedisce alla Proloco di consegnare la rendicontazione di Azzurro Fest? Apprendiamo dal verbale n.56 del 20 Gennaio scorso, redatto dalla II Commissione Bilancio, che la Proloco non ha ancora presentato la rendicontazione per Azzurro Fest 2016, nonostante il Dirigente abbia più volte sollecitato questo adempimento. Ebbene, sempre dal verbale si legge che il Dirigente ha ritenuto inadeguata la risposta presentata dalla Proloco il 10 Gennaio scorso, e che ha nuovamente reiterato la richiesta precisando che la concessione da parte dell’amministrazione Comunale del patrocinio (che ha comportato l’abbattimento del 90% del pagamento del canone per l’occupazione del suolo pubblico) ha tenuto in debito conto, relativamente ai costi e ricavi della manifestazione di cui trattasi, che la stessa veniva posta in essere “in assenza di lucro”. Nel caso in cui si accertasse il contrario invitiamo gli uffici preposti ad attivare immediatamente le procedure per il recupero della somme ed a individuare eventuali responsabilità per danno erariale.

Nota stampa del 17 Gennaio 2017

Ci stupisce la tranquillità con cui l’ignoto amministratore della pagina facebook “Teatro Samonà” elimina (leggasi “censura”) i commenti poco graditi. Ci riferiamo al caso di un utente facebook che sconfessa un’ affermazione, con dati alla mano, circa il costo dei biglietti e che per tutta risposta viene bloccato; altresì i suoi commenti, come quelli di altri utenti, vengono addirittura eliminati. Ci sembra inaccettabile che chi gestisce una pagina di un luogo aperto al pubblico come il Teatro Samonà, che dovrebbe promuovere oltre il teatro e le sue attività, anche come luogo per lo sviluppo di un turismo culturale, ricorra a questo tipo di mezzi. Che figura ci facciamo con i turisti che visitano la pagina? Perchè, ricordiamolo, il teatro è “gestito” dal Comune di Sciacca in forza di una convenzione con la Regione Sicilia, mentre lo spettacolo in questione è organizzato, tra l’altro, dalla ben nota Pro Loco Sciacca Terme. Ora ci/vi poniamo una domanda: chi è che gestisce la pagina del teatro e che, in maniera così poco elegante oltre che trasparente, censura quanti osino criticare o avanzare dubbi sul prezzo dei biglietti? È forse qualcuno autorizzato dal Comune di Sciacca? O dalla Regione Sicilia? O l’associazione che organizza lo spettacolo e a cui sara’ affidato la gestione dei servizi del prossimo Carnevale 2017? Noi, anche a nome dei fruitori degli spettacoli e dello stesso teatro Samonà, vorremmo chiarezza, perché questi atteggiamenti sono controproducenti soltanto per la città di Sciacca e per il suo teatro. Forse lo sconosciuto amministratore della pagina fb, che risulta essere l’unico riferimento per ottenere informazioni all’attività del teatro (e già questo è molto strano) ha preso esempio da altri dediti alla stessa passione: cancellare e bloccare gli utenti quando qualcuno ti critica. Questo non è modo di fare turismo, nè promozione, nè tanto meno ci sembrano modo consoni alla gestione di un teatro di tale importanza.

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I Re Magi

È un tetro mattino d’inizio gennaio. Nella terra del Carnevale, sulla strada cosparsa di gelo, fumo e immondizia, che da Akragas porta a Sciaccalemme, all’altezza delle grotte di San Calogero, al monte Kronio ricoperto di neve, vengono trovati i re Magi denudati, con mani e piedi legati.

Piangono, chiedono di essere liberati, dicendo che erano diretti alla grotta del Salvatore Bambino.

Aiutato da amici e passanti, mi accosto per soccorrerli, gli libero mani e piedi, gli procuro un te caldo con cornetto alla crema di pistacchio e chiedo loro chi fossero, come mai si trovassero da quelle parti e da chi sono stati ridotti in quelle condizioni.

In coro e in lacrime mi ringraziano e rispondono: “Buon uomo, aiutateci, noi siamo i re Magi, Gasparre, Melchiorre e Baldassarre. Eravamo diretti alla grotta del Salvatore Bambino e portavamo come doni, oro, incenso e mirra. Un gruppo di malintenzionati, guidati da tre amministratori in maschera e mantello, senza cuore, ci hanno fermati, aggrediti, legati e derubati dei cammelli. Avendo saputo che stavamo recandoci dal Salvatore Bambino, ci hanno spogliato e indossato le nostre vesti.

Uno di essi si è preso i doni che stavamo portando e rivolto agli altri due ha detto: ci conviene sostituirci a loro e andare noi dal Salvatore Bambino, magari lo convinciamo anche ad acquistare un immobile comunale a prezzo di favore, chiavi in mano, così non soffrirà più l’umidità e il freddo della grotta.

Il più grassottello degli amministratori, con la faccia da banconota, la tasca gonfia e il portafoglio pieno ha risposto: ” Non sono d’accordo con voi, a me spetta l’oro e dobbiamo dividerci i doni. Per me, cantando una strana litania: ooorooo!, orooooo! oro sei rimasto solooooo! e solo oro, dopo fate quello che volete, io me ne torno a casa mia”.

Prontamente gli altri due l’hanno rimbrottato: tu non cambi mai, sei sempre il solito venale, attaccato al denaro e alle consulenze, per cui se non ti accodi a noi non ti daremo niente. Noi siamo persone oneste e di fede, non possiamo peccare, dobbiamo restituire la refurtiva ai re Magi e recarci dal Salvatore Bambino in preghiera e con la coscienza a posto.

Abbiamo sentito un altro amministratore, un tipo panciuto e capello alla moda, di media altezza che con voce sommessa diceva: “Dal Salvatore Bambino andremo per portargli calore, amore, amicizia, farci perdonare per le promesse non mantenute e per non avere aiutato i giovani in difficoltà. Andremo per dirgli che da oggi saremo più bravi, efficienti, trasparenti e tempestivi nel risolvere i problemi della povera gente, dell’ambiente e del territorio, senza escludere la possibilità di rivedere anche il piano regolatore”.

Subito dopo si sono scusati, ci hanno restituito i doni e abbiamo visto che si abbracciavano e piangevano, come dei bambini in attesa della befana. Nel frattempo si e sentito un coro di voci nell’aria che cantava l’Ave Maria, e abbiamo notato un angelo sorridente scendere dal cielo che li invitava a seguirli in direzione della stella che andava verso Burgio.

E così si sono allontanati dimenticandosi di slegarci.

Adesso meno male che siete arrivati voi, così siamo ancora in tempo per portare i doni al Salvatore Bambino.

Ti piace vincere facile?

Dopo nemmeno 24 ore dal nostro post, sull’albo pretorio è stato pubblicato il bando pubblico per la ricerca di collaborazioni per l’effettuazione di servizi connessi al Carnevale 2017.

L’assessore Monte (sue sono le note assessoriali) ha pensato bene questa volta di formulare un vero e proprio bando, dando le opportune indicazioni al dirigente del primo settore.  Ricordiamo che gli ultimi due avvisi sono stati da noi contestati sia in merito alla procedura che all’assegnazione lasciando molti dubbi sulla reale validità delle proposte della Proloco Sciacca Terme (di cui l’assessore fondatore ed ex presidente).

Ma andiamo con ordine. Cosa prevede il bando?

L’elenco dei servizi necessari  che il Comune (anzi l’assessore Monte autore della note) reputa  necessari al fine di risparmiare risorse economiche non sono altro che la fotocopia dei servizi offerti dalla Proloco nel 2016 e nel 2015. Prima stranezza.

Confrontando poi il costo di ogni singolo servizio con quelli del 2016 della Proloco notiamo che sono stati aumentati. Qualche esempio? Noleggio del palco da 1.200,00 a 3.500,00. Servizio di montaggio e smontaggio di carri allegorici da 8.000,00 a 9.200,00 e sono stati inseriti tra i servizi anche la il costo della presentazione del Carnevale per la ragguardevole cifra di 12.000,00 e la compartecipazione ai giochi pirotecnici di 9.000,00 euro. Ma come? La Elle Elle Eventi ha presentato gratuitamente (escludendo le sponsorizzazioni) il Carnevale per due anni di fila, e questa volta non è stato possibile? Sono stati sentiti? Niente avviso per collaborazioni gratuite questa volta? Poi non capiamo il costo dei giochi pirotecnici, se nelle ultime due edizione sono costati 6.000,00 e 7000,00 perché questo aumento? Seconda stranezza.

Continuando a leggere il bando arriviamo ai punteggi, e li che la cosa si fa interessante perché se la disponibilità ad effettuare tutti i servizi costituisce condizione indispensabile per la partecipazione (cosa che chiunque potrebbe offrire) quello che serve a far vincere il bando sono appunto i punteggi ottenuti . Ma quali?

  • di 0,2 punti per ogni collaborazione con il Comune per qualsiasi manifestazione,
  • 1 punto per ogni collaborazione che ha richiesto un impegno similare,
  • 1 punto a giudizio della commissione per il curriculum dell’associazione a riguardo le esperienze simili,
  • compartecipazione ai giochi pirotecnici 3 punti se si copre la spesa del 100%,
  • max 5 punti a giudizio della commissione per proposta di servizi aggiuntivi.

Capite subito che solo una associazione ed una ditta (con gli stessi soci) posseggono un punteggio tale che consenta di ottenere il massimo senza offrire di più rispetto ai servizi base.  E’ logico. E’ discriminatorio scriviamo noi. Non sarebbe stato opportuno invece che limitare le collaborazioni al solo Comune di Sciacca estenderle alle altre realtà? Una ditta/associazione che ha organizzato il Cous Cous Fest non ha il diritto di partecipare a questo bando? Terza stranezza.

Per finire, l’assessore Monte ha previsto che il vincitore ottenga come contropartita la concessione gratuita del suolo pubblico lungo il circuito della manifestazione, le aree potranno essere adibite a zona commerciale, food ed esposizione e concessione gratuita della pubblicità e del marchio del Carnevale con un mancato introito da parte del Comune di circa 37 mila euro. (30 mila suolo pubblico + 7 mila pubblicità e marchio). Gli stand, pratica commerciale ormai in voga da alcuni anni, se volessimo fare due conti con una presenza media di 65 stand affittati a 1000 euro cadauno, togliendo il noleggio e la luce (circa 350,00) rimangono 650 di ricavo   con un guadagno di 40 mila euro circa(650 x 65). Insomma vincere il bando ha un suo perchè…Come mai nel 2016 il mancato introito era  quantificato in circa 20 mila euro per il suolo pubblico ed ora siamo a 30 mila? Ma le zone sono pure le stesse! Ma soprattutto queste concessioni sono compatibili con i regolamenti comunali? Quarta stranezza.

Quindi costi per 56 mila euro (di servizi indispensabili) che fornirà il vincitore meno i 37 mila euro di mancati incassi del Comune (suolo pubblico, pubblicità e marchio) abbiamo un risparmio di 19 mila euro.  Questa cifra ci sembra uno scherzo, un importo infinitesimale rispetto al costo complessivo di 300 mila euro.  Il Carnevale 2016 pur con la proposta della proloco (che immaginiamo sarà stata opportunamente rendicontata come quella di Azzurro Fest 2016) è costato 326,000 euro con i contributi dei carri fermi a 120 mila euro. Quest’anno i contributi previsti sono di 150 mila e dall’imposta di soggiorno si sono già impegnati i già citati 300 mila euro. Quindi a cosa serviranno mai i quasi 85 mila euro di servizi organizzativi connessi al Carnevale finanziati sempre dall’imposta di soggiorno? Quinta stranezza.

Visto che noi sappiamo gia’ chi sarà il vincitore ma non vogliamo svelarvi la nostra profezia (vediamo se voi lo avete capito)  l’associazione si riserverà di impugnare al TAR questo bando .

Un ultima cosa…ma come si pubblica sull’albo pretorio una bozza (e non un documento ufficiale) non indicando il giorno di scadenza di presentazione della proposta? Dimenticanza per la troppa fretta?

Il Dissesto Finanziario

Il dissesto finanziario di un comune è una procedura che coinvolge sia la politica che il mondo economico-finanziario.

Il dissesto è una cosa ben diversa dal fallimento di un’impresa privata in quanto non si può determinare l’estinzione del Comune proprio perché gli enti locali non possono cessare di esistere come una semplice impresa privata, ma bisogna garantire la continuità amministrativa.

Procedura che crea di fatto una frattura tra la precedente amministrazione e l’amministrazione controllata, permettendo al comune in dissesto di ripartire libero dai debiti, ma libero anche dai crediti e dal suo patrimonio, che verranno ceduti per consentire la liquidazione.

Tutto ciò che concerne il “pregresso” viene estrapolato dal bilancio comunale e trasferito alla gestione straordinaria che si occupa della liquidazione e che ha competenza su tutti i debiti correlati alla gestione entro il 31/12 dell’anno precedente a quello dell’ipotesi di bilancio riequilibrato, anche se venissero accertati successivamente.

QUANDO SI MANIFESTA IL DISSESTO?

Partiamo dal considerare una famiglia come un ente locale, l’art. 244 del Testo Unico sull’ordinamento locale stabilisce che si ha dissesto finanziario quando un ente non è più in grado di assolvere alle “ordinarie” funzioni ed ai servizi definiti indispensabili, quando nei confronti dell’Ente esistono crediti di terzi ai quali non si riesce a far fronte con il mezzo ordinario del riequilibrio di bilancio né con lo strumento straordinario del debito fuori bilancio.

La mancata definizione di un piano di rientro espone dunque un’amministrazione ai tanto temuti interessi passivi sul debito: giorno dopo giorno infatti, anche se non si contraggono nuovi debiti, l’esposizione debitoria aumenta, proprio per effetto degli interessi. I mutui vengono rinegoziati allungando i tempi di pagamento ma aumentando le rate, le finanziarie erogano prestiti ad interessi del 14%; insomma, più o meno ciò che succede a qualsiasi famiglia che abbia bisogno di liquidità.

COSA ACCADE IN CASO DI DISSESTO FINANZIARIO DELL’ENTE?

Nel momento in cui viene dichiarato il dissesto del comune, sindaco, giunta e consiglio resterebbero in carica ma verrebbero coadiuvati da una commissione espressamente designata dal Ministero degli Interni.

La commissione si occuperebbe del disavanzo pregresso, mentre l’amministrazione gestirebbe il bilancio “risanato” come è successo per l’Alitalia.

La sola ipotesi di commissariamento del Comune si verificherebbe nel caso in cui l’amministrazione non dovesse approvare il bilancio di previsione.

L’eventuale dichiarazione del dissesto di fatto congelerebbe invece la scadenza del bilancio stesso, mettendo in moto una procedura del tutto diversa per la definizione e l’approvazione del bilancio stesso; le conseguenze maggiori del dissesto finanziario si hanno sotto il profilo contabile.

Viene chiesto all’Ente locale di “contribuire” al risanamento attraverso l’adozione di provvedimenti eccezionali.

L’Ente dissestato è tenuto ad approvare un nuovo bilancio, basato principalmente sull’elevazione delle proprie entrate al livello massimo consentito dalla legge, vale a dire che tutte le tasse comunali (IMU, TASI, addizionale comunale, TARI) saranno aumentate il più possibile fino ad arrivare al tetto massimo consentito dalla legge, basato, inoltre, sul contrasto all’evasione e sul contenimento di tutte le spese.

Spese comunali significa innanzitutto personale, la legge prevede che gli impiegati comunali devono essere nella misura di 1 su 93, pertanto da questa procedura scaturiranno esuberi di personale che verrà posto in mobilità.

Il comune è altresì tenuto a contribuire all’onere della liquidazione in particolare con l’alienazione del patrimonio disponibile non strettamente necessario all’esercizio delle funzioni istituzionali, la destinazione degli avanzi di amministrazione dei cinque anni a partire da quello del dissesto e delle entrate straordinarie, la contrazione di un mutuo a carico del proprio bilancio.

La dichiarazione di dissesto, in breve tempo, è parsa ai politici locali una negatività da evitare al fine di non essere costretti ad emanare provvedimenti così impopolari.

I provvedimenti da adottare in materia di personale e di tributi locali sono ritenuti così pesanti che gli enti arrivano il più delle volte alla dichiarazione di dissesto solo quando, a seguito delle azioni esecutive dei creditori che pignorano le somme della cassa comunale, non è più possibile pagare neppure gli stipendi al personale dipendente.

DOPO CHE IL CONSIGLIO COMUNALE DELIBERA IL DISSESTO COSA SUCCEDE?

La dichiarazione di dissesto produce tre ordini di effetti che riguardano: i creditori, la gestione ordinaria dell’ente locale e gli amministratori dello stesso ente.

Le conseguenze sui creditori operano fin dall’inizio; quelle sugli amministratori sono soltanto eventuali; quelle sulla gestione ordinaria (così come l’inizio dell’attività dell’organo straordinario di liquidazione) sono rinviate all’esercizio successivo nel caso in cui l’ente abbia già deliberato il bilancio di previsione per l’esercizio nel corso del quale è adottata la dichiarazione di dissesto.

A) Le conseguenze sugli amministratori sono limitate a quelli che la Corte dei conti ha individuato come i responsabili del dissesto imputando loro i danni per dolo o colpa grave, nei cinque anni precedenti il verificarsi del dissesto finanziario.

Gli amministratori così riconosciuti responsabili non possono ricoprire, per un periodo di cinque anni, incarichi di assessore, di revisore dei conti di enti locali o di rappresentante di tali enti presso istituzioni, organismi ed enti pubblici o privati, quando, valutate le circostanze e le cause che hanno determinato il dissesto, si accerti che questo è diretta conseguenza delle azioni od omissioni per le quali l’amministratore è stato riconosciuto responsabile.

L’interdizione temporanea dai pubblici uffici può essere considerata una sanzione accessoria ed automatica a quella principale della condanna patrimoniale.

B) Le conseguenze sui creditori riguardano i rapporti obbligatori rientranti nella competenza dell’organo straordinario di liquidazione e consistono nella cristallizzazione dei debiti, che non producono più interessi né sono soggetti a rivalutazione monetaria, nonché nell’estinzione delle procedure esecutive in corso, con conseguente inefficacia dei pignoramenti eventualmente eseguiti, e nell’impossibilità di intraprendere o proseguire azioni esecutive nei confronti dell’ente.

C) La dichiarazione di dissesto ha effetti sulla disciplina da applicare alla gestione durante il periodo intercorrente tra tale dichiarazione e l’approvazione dell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato.

CHI PAGA GLI ERRORI CHE HANNO PORTATO AL DISSESTO?

Comunque vadano le cose, per l’amministrazione e per la cittadinanza si prospettano tempi tutt’altro che sereni.

La dichiarazione di dissesto finanziario rappresenterebbe senza dubbio un punto di svolta, ma a pagarne il prezzo sarebbe ancora una volta la cittadinanza.

L’ipotesi di bilancio da allegare alla delibera deve essere redatta sulla base di modelli ufficiali conformi alle disposizioni di legge e formulata in base:

a) alla previsione di aumento delle imposte, delle tasse e dei canoni patrimoniali nella misura massima consentita dalla legge, con il recupero della base imponibile totalmente o parzialmente evasa quindi per l’imposta comunale sugli immobili l’Ente deve obbligatoriamente deliberare l’aliquota massima  e deve applicare e riscuotere con la massima speditezza i proventi derivanti dal rilascio delle concessioni edilizie inoltre deve determinare in misura tale da assicurare la copertura integrale dei costi di gestione del servizio per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani;

c) alla eliminazione dei servizi non indispensabili ed al contenimento degli altri livelli di spesa entro limiti di prudenza;

d) alle rate di ammortamento conseguenti al consolidamento dell’esposizione debitoria con la Cassa Depositi e Prestiti e con altri soggetti esercenti attività creditizia;

e) alle risorse assegnate dal Ministero dell’Interno per il trattamento economico del personale posto in disponibilità;

f) al contenimento delle perdite di gestione degli enti ed organismi dipendenti dall’Ente Locale nonché delle aziende municipalizzate, provincializzate, consortili e speciali, entro limiti compatibili con il bilancio riequilibrato dell’ente e sino al definitivo risanamento della gestione degli enti, organismi ed aziende;

g) per i servizi a domanda individuale l’Ente (ad esempio mense scolastiche, scuolabus, case di riposo etc) è tenuto ad approvare le tariffe che assicurino la copertura del 36 % dei costi complessivi dei servizi con i soli proventi degli utenti;

Contestualmente alla deliberazione dell’ipotesi di bilancio, l’ente deve deliberare ai livelli massimi di legge le tariffe relative a tutti i tributi (imposte, tasse, oneri di urbanizzazione e canoni o diritti), e ai canoni patrimoniali, con il conseguente recupero della base imponibile in presenza di fenomeni di evasione.

La manovra tariffaria relativa ai comuni dissestati non può limitarsi all’applicazione delle tariffe massime di legge, gli enti sono tenuti a trasmettere all’Ufficio Risanamento Enti Dissestati presso il Ministero dell’Interno, tutti i provvedimenti adottati al fine di accelerare i tempi per le riscossioni e per l’eliminazione dell’evasione.

L’Ente locale, inoltre, deve deliberare la rideterminazione della pianta organica qualora sia numericamente superiore alle unità spettanti sulla base del rapporto dipendenti/popolazione della fascia demografica di appartenenza secondo quanto previsto dalle norme. La mancata prioritaria rideterminazione della pianta organica può costituire pregiudizio ai fini dell’emissione del decreto ministeriale di approvazione dell’ipotesi di bilancio. La rideterminazione della pianta organica deve ispirarsi a criteri di funzionalità ed efficienza nell’erogazione dei servizi, assicurando prioritariamente quelli indispensabili.

http://finanzalocale.interno.it/docum/studi/dissesto/ildissestofinanziario.html